la sigaretta elettronica fa male? - Dott. Paolo Ventura Dentista a Moncalieri: Implantologia, Ortodonzia.

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la sigaretta elettronica fa male?

Smettere di fumare
Sigaretta elettronica, tornano i dubbi: «È dannosa ?»
di M. Trabucchi
                            
                                                                                         
                                                                                                                                                                
Sulle e-cig un nuovo studio italiano avverte: «meno pericoloso non significa privo di rischio»  

                                                                                                         
                                                                                                 
                                    
                                         
Sono sempre più numerosi: si stima che in Italia  sono già un milione i fumatori italiani che hanno deciso di passare  dalle vecchie bionde al fumo di una sigaretta elettronica.  Merito anche di personaggi come Johnny Depp, Leo Di Caprio, Marchionne,  Morgan, Vasco Rossi, Katherine Heigl, testimonials consapevoli della  sigaretta elettronica, in grado di rievocare la vecchia e fascinosa  bionda senza incappare nei rischi per la salute che le sigarette  provocano.

Ma svapare (fumare la e-cig) è davvero primo di rischi? Una domanda che torna ciclicamente in auge quando si parla di sigarette elettroniche, le e-cig. Su  un dato siamo tutti d’accordo: rispetto ai prodotti “da fumo”  tradizionali, non essendoci combustione non si inalano tutte le sostanze  dannose come catrame, benzene e idrocarburi, che sono i principali  responsabili di molte patologie oncologiche.

Da qualche giorno a gettare un’ombra sulle sicurezza delle sigarette elettroniche è arrivato un nuovo studio  realizzato da un gruppo di ricerca coordinato da Moreno Paolini,  docente del dipartimento di Farmacia e biotecnologie dell’università di  Bologna pubblicato sulla rivista Scientific Reports-Nature.

Lo studio – come spiega in una nota l’Alma Mater – ha mostrato nelle cavie esposte al “fumo” delle e-cig una diminuzione della capacità antiossidante del tessuto polmonare e l’aumento della produzione di radicali liberi:  due condizioni che hanno un ruolo primario nel generare quello “stress  ossidativo” spesso imputato come causa o concausa di tumori,  invecchiamento cellulare e malattie degenerative.

«A livello polmonare – spiega Paolini – i vapori delle  sigarette elettroniche producono un effetto inducente sugli enzimi  bioattivanti, mentre inibiscono quelli detossificanti: un insieme di  perturbazioni che, se confermate sull’uomo, potrebbe  portare alla trasformazione di sostanze pre-cancerogene in cancerogeni  finali. E c’è anche un dato nuovo e inaspettato che emerge tra le  conseguenze dell’esposizione ai vapori delle e-cig: un aumento  significativo dei livelli di colesterolo e degli acidi grassi saturi a  cui è associato un importante fattore di rischio per le patologie  cardiovascolari».

«Volevamo dimostrare che le sigarette elettroniche non sono  prive di rischi, come sostengono invece le pubblicità – spiega Donatella  Canistro, ricercatrice in Farmacia e Biotecnologie nonché principal  investigator nell’indagine –e abbiamo scoperto più di quanto ci  aspettassimo: la capacità che questi vapori hanno di danneggiare  l’informazione genetica all’interno della cellula. Negli animali esposti  alle e-cig sono stati osservati danni al Dna delle cellule del sangue».  In poche parole svapare danneggerebbe il patrimonio genetico.

«I sostenitori delle e-cig pubblicizzano la minore emissione  di sostanze nocive rispetto alle sigarette tradizionali. È necessario  però fare chiarezza: meno pericoloso non significa privo di rischio», conclude Donatella Canistro.                         
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